È una tappa imprescindibile per tutti i visitatori e i residenti di Napoli. Esplorare questo affascinante sottosuolo, che sostiene la città da circa 15.000 anni, offre un'esperienza unica ed emozionante. Da oltre 30 anni, offriamo escursioni in questo suggestivo ambiente sotterraneo. Con il supporto dei membri dell'Associazione, impegnati da sempre nel recupero e nella valorizzazione di queste preziose aree, sono stati recuperati importanti reperti di ingegneria civile risalenti all'antichità, senza alcun finanziamento pubblico o privato.
Grazie alla dedizione dell’Associazione, che lavora per far conoscere e apprezzare la città di Napoli, Napoli Sotterranea è diventata un punto di riferimento, ispirando altre realtà simili in Italia e in Europa.
Partecipare a questa escursione non significa semplicemente percorrere cunicoli e cisterne a 40 metri di profondità, ma intraprendere un viaggio storico di 2400 anni. L’itinerario consente di scoprire reperti straordinari, dall’antico acquedotto greco-romano ai rifugi antiaerei della Seconda Guerra Mondiale.
Il viaggio nel tempo che offre Napoli Sotterranea è reso possibile grazie alle antichissime origini del sottosuolo della città, le cui radici affondano fino all’epoca preistorica.
Nel corso dei secoli, questo substrato ha attraversato numerosi periodi storici. A partire dal III secolo a.C., i Greci iniziarono a scavare le prime cave sotterranee per estrarre il tufo necessario alla costruzione delle mura e dei templi della loro Neapolis.
Con l’arrivo dei Romani, l’espansione sotterranea assunse una nuova dimensione. Durante l’epoca augustea, furono realizzate gallerie viarie e una complessa rete di acquedotti, alimentata dalle sorgenti del Serino, situate a 70 km da Napoli. Questa rete serviva non solo a rifornire la città di acqua, ma anche a nutrire strutture importanti come la Piscina Mirabilis, che riforniva la flotta romana di acqua potabile. I cunicoli, stretti ma estesi in tutte le direzioni, alimentavano fontane e abitazioni, e su molte delle pareti è ancora visibile l’intonaco idraulico, utilizzato per impermeabilizzare le gallerie.
Nel XVI secolo, l’espansione della città rese insufficiente l’acquedotto e le cisterne pluviali, spingendo il nobile Cesare Carmignano a costruire un nuovo acquedotto per soddisfare il crescente fabbisogno d’acqua. Solo agli inizi del XX secolo, con l’evoluzione dei sistemi di approvvigionamento, si smise di scavare nel sottosuolo, abbandonando una rete di oltre 2.000.000 di metri quadrati di cunicoli e cisterne.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, questi sotterranei furono trasformati in rifugi antiaerei per proteggere la popolazione dai bombardamenti. Le cavità vennero attrezzate con illuminazione e sistemate per accogliere decine di persone che, al suono delle sirene, scendevano velocemente lungo le scale ripide per trovare rifugio. I resti di arredi, graffiti e oggetti conservati in ottime condizioni sono oggi testimoni di quei tragici momenti, facendo riemergere uno spaccato della vita quotidiana nei rifugi, un capitolo fondamentale della storia della città.